Rassegna Stampa - Barbara Mengozzi dice di Gostolai
Barbara Mengozzi
Nepente di Oliena, un signor Cannonau
Quando dalla Spagna il Grenache ovvero il Cannonau di
Sardegna - che secondo alcuni potrebbe essere addirittura un clone di
Alicante - è approdato in Sardegna, tra questo vitigno di solide tradizioni e i
viticoltori locali è stato amore a prima vista. Lo dimostra il fatto che oggi
è diffuso un po' su tutto il territorio regionale (anche se è la provincia di
Nuoro a fare la parte del leone), su una superficie che supera i 10.000 ettari.
Solo da pochi anni però il Cannonau, alias Cannonadu, Retagliadu o Canonazo
(i sinonimi sono una marea), con l'introduzione di più avanzati metodi di
allevamento delle viti e di una nuova sensibilità nelle fasi di vinificazione,
ha potuto dimostrare appieno le proprie potenzialità. Il risultato è un
prodotto meno "grintoso" rispetto al passato, ma sicuramente più
elegante e più adatto alle moderne esigenze di mercato.
Un bell'esempio di questa "new wave" del Cannonau ci è offerto dal
Nepente di Oliena (sottodenominazione
riservata ad una delle zone più vocate) di Antonio Arcadu.
Di colore rosso rubino quasi granato con lievi riflessi aranciati, si segnala
per un bouquet intenso e persistente con prevalenza di sentori di geranio e di
frutta matura. In bocca si rivela vino di grande struttura, caldo e generoso, ma
anche morbido e carezzevole. Invecchiato in botte per alcuni mesi, è in grado
di maturare per almeno 2-3 anni dopo la messa in vendita. Predilige i piatti di
carni bianche cucinate in umido (come l'agnello in fricassea), ma si abbina
perfettamente anche a grigliate di carni miste, pollame e cacciagione.
Per poterne cogliere tutte le sfumature va servito a 18°C, stappando la
bottiglia almeno un'ora prima della mescita